Viaggiare per la Calabria

Viaggiare per la Calabria è spaziare nel tempo e nello spazio.


Un viaggio nel tempo che parte dagli insediamenti preistorici, passando per la Magna Grecia, l’epoca romana e bizantina, il medioevo e la storia moderna.
Un viaggio nello spazio, meglio.. negli spazi, con 800 chilometri di costa, la Calabria possiede un decimo delle coste italiane,  dal livello del mare in 10 minuti si arriva in alta montagna. Gli spazi intesi anche nelle valli e scavi fluviali delle fiumare.

La Calabria vista dagli orgogliosi greci non è solo Magna Grecia, ma anche Kalon-Brion che significa “faccio bene”, e ci avevano anche visto bene gli antichi greci, insediandosi e sviluppando in meglio tutta la loro sapienza e conoscenza. In Calabria detta anche Enotria si esprimono i vini migliori e più antichi al mondo, il microclima è perfetto per ogni genere di coltura sia con tendenza tropicale, mediterranea e generalmente anche montana dei climi più freddi. Sotto questo aspetto la regione rappresenta il centro del mondo.

Anche la cultura è globale, da sempre punto di confine tra oriente ed occidente, tra nord e sud, nuclei etnici e lingue spaziano tra il greco, l’arabo, albanese, valdese, rancese, spagnolo, latino. La cultura viene espressa non solo nelle lingue, ma anche negli usi e costumi, nell’arte e letteratura, centinaia di microcosmi particolari, perfettamente assemblati e calabresamente uniformati, tutti pronti per essere scoperti nella sensazionalità dello studio archeologico, etnico e eno-gastromomico. In 5 km si possono notare evidenti differenze negli usi e costumi.

Oltre la bellezza naturalistica, in Calabria ci sono innumerevoli borghi dalle caratteristiche uniche, Gerace e le cento chiese, Stilo con la Cattolica, chiesetta bizantina, Bivongi con il parco naturalistico e il Monastero ortodosso di San Giovanni, poi Altomonte, Rossano, Tropea, Scilla, Pentidattilo, Bova, Roghudi, Taverna, Sibari, L’Isola di Dino…

L’area Grecanica, Arabesche, Piemontese, Bizantina, l’Aspromonte, la Sila e le Serre, , la Riserva Marina di Capo Rizzuto e le Oasi Blu Scogli d’Isca.

Ci sono eventi e feste religiose dagli aspetti unici al mondo, il rito dei Vettienti a Nocera Terinese, il carnevale a Cassano allo Ionio, Monterosso, Brancaleone, San Giovanni in Fiore, Alessandria del Carretto. Il Palio di Ribusa a Stilo, la festa dei San Rocco a Gioiosa Jonica e dei santissimi medici a Riace.

i Bronzi di Riace.

 

Viaggiare per la Calabria vuol dire mare: con ottocento chilometri di litorali bagnati da Jonio e Tirreno la regione vanta un decimo del profilo costiero della Penisola. Ma a rendere unica l’antica kalon-brion (che significa “faccio bene”, in greco) sono i suoi contrasti: in pochi chilometri si alternano paesi arroccati e difficili da raggiungere, monti aspri e spiagge dorate. Punto di confine tra oriente e occidente, tra nord e sud, nei secoli è stata attraversata da numerose popolazioni provenienti da tutto il Mediterraneo. Proprio per questo, oggi, è il risultato di varie culture che ne hanno segnato profondamente la storia: dai Greci ai Romani, dagli ebrei agli arabi, dai Bizantini agli Spagnoli. Spesso trascurata, la Calabria è tornata sotto i riflettori grazie al ritrovamento avvenuto in mare, nel 1972, di due imponenti statue bronzee, tra i capolavori più significativi del V secolo a.C., diventate famose come i Bronzi di Riace. Famosa per l’ospitalità e il calore dei suoi abitanti, è anche la patria di personaggi celebri del panorama artistico nazionale come Mattia Preti, Umberto Boccioni e Mimmo Rotella.

 

Storia

Grazie alla colonizzazione greca, nell’antichità la Calabria trascorse un periodo di grande splendore. Dal VII al VI secolo a.C. sorsero città come Crotone, Sìbari e Reggio, che irradiarono la civiltà della Magna Grecia (basti pensare che a Crotone, Pitagora fondò la celebre scuola filosofica). Dal IV secolo iniziò la decadenza delle colonie greche e, dopo le lotte con i Cartaginesi, i Romani stabilirono con la seconda Guerra Punica il proprio dominio su tutto il territorio. Con la fine dell’Impero Romano si ebbe una lunga fase di decadenza della regione, in parte interrotta durante il regno del re Teodorico, attorno all’anno 500. Dopo il 596 divenne terra di conquista longobarda, martoriata da varie guerre. Fino alla metà del XI secolo la presenza bizantina ebbe un ruolo fondamentale nella vita religiosa e sociale delle popolazioni mentre nel X secolo iniziò a diffondersi il monachesimo basiliano. Poi le invasioni dei Saraceni – cui seguì un periodo di stabilità con il governo della famiglia normanna d’Altavilla – e il dominio degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi, conclusosi nel 1503. Nei primi decenni di dominazione spagnola (1503-1734), la regione ebbe una ripresa con effetti positivi sull’economia e sulla demografia. La pestilenza del 1743-44 e la carestia del 1763-64, insieme al sisma del 5 febbraio 1783 (trentamila i morti) misero in ginocchio la regione. Dopo l’arrivo dei Francesi nel 1806, inizio a diffondersi la Carboneria e aumentarono sempre più i seguaci di Mazzini. Nel 1848 vi fu un’insurrezione che cercò di colpire il dominio borbonico, che cadde nel 1860 per mano di Giuseppe Garibaldi. In seguito, le promesse disattese, provvedimenti impopolari e la mancata soluzione della questione contadina, generarono un fenomeno migratorio che, tra il 1876 e il 1905, spinse 500mila persone a emigrare verso l’America .

 

Territorio

Terra di mare e terra di montagne: difficile dire quale sia il tratto più originale di questa regione con litorali stupendi e vette aspre e selvagge. Il massiccio del Pollino a nord, poi la Sila, con le sue fitte foreste di pini e l’aspra vegetazione del massiccio dell’Aspromonte, direttamente affacciato sulla Sicilia, dove vivono predatori come il gatto selvatico e il lupo. Numerosi i Parchi Nazionali, come quello del Pollino, della Sila (il più antico istituito in Calabria) e dell’Aspromonte, le Riserve naturali delle Serre, la Riserva Marina di Capo Rizzuto e le Oasi Blu Scogli d’Isca. A contraddistinguere Le Serre, strette gole solcate da torrenti che tagliano boschi con alberi e pini maestosi. La fiumara Stilaro forma le cascate del Marmàrico che, dal Vallone Folca, a circa 800 metri d’altitudine, precipitano con un salto di cento metri tra ripide rocce. Poi c’è il mare, naturalmente, tratto fondamentale di questa regione che conta ben 800 chilometri di coste. Le spiagge del Tirreno si allungano per più di 300 chilometri, alternate a scogliere, faraglioni e località vacanziere come Tropea. Quelle dello Jonio, a tratti colonizzata dal cemento dei centri urbani, spiagge bellissime di sabbia dorata o scogli, come quelle nell’area di Capo Rizzuto.

 

Eventi

Le feste religiose e i pellegrinaggi in Calabria sono molto sentiti. A Nocera Terinese, durante la Settimana Santa, si svolge ad esempio il rito dei Vattienti: nella processione del Sabato santo, mentre i fedeli seguono la statua della Madonna Addolorata, uomini scalzi e legati a coppie rappresentano l’Ecce Homo e il Vattiente. Si flagellano battendosi a sangue i polpacci e le cosce. Rivoli di sangue scorrono dalle gambe, mentre viene versato del vino rosso per disinfettare le ferite. I Vattienti segnano con il sangue la propria casa, o quella di amici, in segno di buon augurio, fino a quando arrivano al momento culminante dell’incontro con la statua della Madonna Addolorata. Processioni, cortei, farse e roghi di fantocci caratterizzano un po’ tutto il Carnevale, particolarmente festeggiato a Cassano allo Ionio, Monterosso, Brancaleone, San Giovanni in Fiore, Alessandria del Carretto. A San Leone a Saracena tra canti, balli e processioni, si accendono enormi falò attorno ai quali si mangiano prodotti tradizionali. In agosto, tra le varie celebrazioni in onore di San Rocco, non perdetevi quella di Gioiosa Jonica e quella di Palmi, dove si svolge la festa degli Spinati (uomini che portano una cappa di spine sul capo e sul torace). Sempre ad agosto, nella prima settimana, a Stilo si svolge, dal 1997, il Palio di Ribusa, dopo una pausa durata 280 anni. Si tratta di una delle manifestazioni più belle e suggestive della tradizione popolare calabrese, un viaggio nell’atmosfera medievale del Regno di Napoli. La sua istituzione è legata alla Fera de Rebusa, una delle più importanti (con quella della Maddalena di Cosenza e quella di Primavera di Reggio) organizzate nella Calabria Citra e nella Calabria Ultra (così era suddivisa la regione dall’epoca medioevale). Una grande festa popolare con gare e tornei cavallereschi, cortei storici, musiche di corte, giullari, cantastorie, dame, cartomanti e sbandieratori. Il finale, è riservato a una competizione equestre.